Caldo: invasione di meduse nei mari italiani |
Mai tuffarsi ad occhi chiusi ed esplorare attentamente il tratto di mare in cui si è deciso di fare il bagno, è il primo consiglio per evitare pericolosi incontri ravvicinati, suggerisce il biologo dell'Accademia nazionale dei Lincei, Enrico Alleva. Per quest'estate, afferma, non c'è un allarme particolare: "Le meduse sono ormai una presenza fissa, soprattutto in alcune zone costiere.. La temperatura invernale elevata e la piovosità intensa, in particolare in diverse aree del Paese potranno riflettersi, marginalmente, sulla salinità di alcune zone costiere e indirettamente sulle prede abituali delle meduse".Ma cambierà poco: "Il ripresentarsi dell'abbondanza di questi animali - prosegue - permetterà quest'anno di studiare l'andamento del fenomeno, auspicabilmente per prevenirlo o quantomeno per tentare di contrastarlo nei prossimi anni".
Intanto, a farne le spese sono i bagnanti. Il consiglio pass-partout e' quello di non tuffarsi mai a occhi chiusi, ma di vedere attentamente il tratto di mare.... dove si e' deciso di fare il bagno. "Se infatti il contatto con la medusa avviene in faccia o vicino a un vaso sanguigno principale, le sostanze urticanti dell'animale possono entrare in circolo con maggiore velocita', arrecando conseguenze piu' serie, compreso lo shock anafilattico", avverte l'esperto. Se e' presente, prima di entrare in acqua ci si puo' rivolgere al bagnino.
Se ci si imbatte in una medusa, è bene "lasciare i frammenti di tentacoli attaccati alla pelle - raccomanda Alleva - tornare a riva e staccarli solo con l'aiuto dell'alcol, per evitare di peggiorare la situazione". Vanno applicati poi impacchi con ammoniaca e pomate a base di cortisone. (Fonte: Adnkronos)
Intanto è da sottolineare l'iniziativa del Prof. Ferdinando Boero, docente ordinario di zoologia e biologia marina dell'Università del Salento, che ha creato la rete di osservazione «Occhio alla Medusa», con l'obiettivo di monitorare la situazione in tempo reale e cercare di creare una mappa per studiare meglio il fenomeno.
«La campagna - ha spiegato Boero - è stata ideata per far fronte alla carenza di dati sulla presenza di meduse nel Mediterraneo. Ci sono diverse segnalazioni di punture di physalia a bagnanti, e le conseguenze possono essere serie. E' bene che i bagnini esplorino le acque antistanti gli stabilimenti balneari per rendersi conto della presenza di meduse particolarmente urticanti (il poster le identifica abbastanza bene) in modo da prevenire questi fenomeni. Physalia, inoltre, galleggia e si può vedere facilmente da una barca o da un pattino e si può raccogliere facilmente con un retino (facendo molta attenzione ai tentacoli che eventualmente restano attaccati al retino). Il poster verrà distribuito negli stabilimenti balneari, nei porti turistici, nelle capitanerie e nei laboratori di ricerca. Si chiede a chiunque avvisti un banco di meduse di fare una segnalazione».
Sei un operatore balneare e vuoi esporre il poster?
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